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Legge sul risparmio energetico: Percorso storico nella legislazione italiana PDF Stampa Email

Le normative sul risparmio energetico trovano la loro prima apparizione nello scenario nazionale nel lontano 1976.   La necessità di creare delle linee guida tramite una normativa sul risparmio energetico nacque dopo la crisi mondiale dell petrolio del 1973 che riportò l’attenzione sui consumi energetici mondiali e sulla dipendenza da fonti non rinnovabili.  In particolare, nel 1976 fu emanata la prima legge sul rispamio energetico degli edifici, la L. 373 del 1976, che tentava di limitare i consumi energetici in edilizia e che imponeva limiti alla dispersione termica degli involucri. La sua applicazione nell'ediliza fu scarsa se non addirittura assente a causa dei pochi controlli e della poca sensibilità sociale e dei costruttori edili.  Essa portò in luce il conflitto di interesse tra chi costruiva per vendere con massimo profitto, e chi acquistava sobbarcandosi nel tempo l’elevato onere del riscaldamento di edifici costruiti in modo non idoneo, ma non risolveva il problema. Nel corso degli anni questa legge è stata abbrogata e sostituita completamente.

Nel 1991 viene emanata la prima vera legge del risparmio energetico, la L. 10 del 1991, che fornisce le linee guida sui consumi energetici e gli eventuali risparmi ed è in parte ancora in vigore. Essa trova la sua totale attuazione con il decreto  presidenziale DPR del 26 agosto 1993 n. 412, “Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’art 4,comma 4 della legge 9 gennaio 1991, n. 10”.

Normativa sul risparmio energetico negli anni 2000

Nei primi anni del 2000 l’Unione Europea ha intrapreso il percorso normativo per il raggiungimento degli obiettivi posti dal Protocollo di Kyoto del 1997. Le leggi europee vengono considerate delle direttive che devono essere recepite e trasformate in legge da ogni singolo stato membro. In questo ambito, dopo uno stop lungo oltre 20 anni, la normativa italiana sul risparmio energetico si sta muovendo per il recepimento di tali normative, anche se con significativo ritardo. La direttiva europea più importante in questo senso è la 2002/91/CE, che viene trasformata in legge con il decreto legislativo  D Lgs 192/05. Questa legge viene considerata come la normativa di riferimento in materia di certificazione energetica, poichè è la prima legge che riconosce il ruolo del certificatore energetico e le sue responsabilità.
Nel 2008 viene emanato anche il decreto legislativo D. Lgs 30 maggio 2008, n. 115 che recepisce la direttiva 2006/32/CE: “Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE”.

La legge sul risparmio energetico del 2009

Il DM del 2009 del Minsitro per lo sviluppo economico è la legge nazionale di riferimento per la certificazione energetica dei nuovi e vecchi edifici e per la definizione dei metodi di calcolo.

La normativa sul risparmio energetico fino al 2010

Dopo l'emanazione delle varie leggi sul tema del riparmio energetico, in Italia si è cercato il metodo migliore per la loro diffusione e applicazione.  Ciò è avvenuto con l’inserimento, all’interno delle finanziarie annuali, di incentivi mirati dai quali possono trarre vantaggio e agevolazioni fiscali sia i costruttori che i proprietari di immobili nuovi e/o esistenti.

 
 
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