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Casa passiva PDF Stampa Email

Con il termine casa passiva ci si riferisce ad un tipo di abitazione totalmente autonoma dal punto di vista energetico e che quindi non disperde calore verso l’esterno.

Il termine casa passiva può essere usato anche per edifici con altre destinazioni d’uso come gli asili, le scuole purchè soddisfino determinate prestazioni energetiche.
Le case passive e più in generale le case a risparmio energetico stanno avendo un'ampia diffusione in Europa, soprattutto nei paesi scandinavi ed in Germania.  Infatti, proprio in Germania nel 1996 è stata fondata la Passivhaus-Institut che ne promuove i controlli e la standardizzazione. Lo scopo del Passivhaus-Institut è di realizzare una casa che riduca del 90%,  rispetto alle abitazioni odierne, i consumi energetici.  Secondo le stime più recenti, soltanto in Europa fino ad agosto 2010 sono state certificate oltre 25.000 case passive.

Casa passiva: costi

Il mercato italiano non offre parametri  sufficienti per una diretta comparazione dei costi poichè questa tipologia di abitazioni è ancora poco diffusa nel nostro paese.  In paesi come Germania e Austria, la crescita del mercato dei produttori ha fatto aumentare la concorrenza e di conseguenza ha ridotto i costi di realizzazione: attualmente in questi paesi le case passive costano in media  soltanto il 14% in più di una casa tradizionale.  Calcolando che il risparmio di energia ottenbile con queste tipologie di abitazioni può arrivare ad un massimo del 90%, si può dire che una casa passiva è economicamente conveniente e vantaggiosa.  Esistono dei produttori di materiali edili certificati dal Passivhaus-Istitut che operano anche nel territorio nazionale, ai quali ci si può rivolgere per richiedere un preventivo per l'acquisto di una casa passiva.

I requisiti della casa passiva

L’istituto Passivhaus ha definito le caratteristiche energetiche che deve avere una casa passiva nell’area dell’Europa Centrale.

  • L'edificio deve essere progettato in modo da avere un fabbisogno energetico massimo per il riscaldamento di 15 kWh / m² / anno e 15 kWh / m² / anno per il raffreddamento, oppure essere progettato con un carico termico di picco di 10W / m².
  • Il fabbisogno di energia primaria totale in un anno non deve superare i 120 kWh / m².
  • L’edificio non deve avere un ricambio d’aria superiore a 0,6 volte il volume dell’edificio in un’ora.

Tali requisiti risultano molto rigidi e soprattutto di difficile applicazione in Italia, dove le zone climatiche variano moltissimo tra Nord e Sud.  Tali requisiti sono decisamente più adatti per le regioni settentrionali, mentre per i paesi dell'europa meridionale bisognerebbe focalizzare l’attenzione verso il fabbisogno energetico utilizzato per raffreddamento degli edifici, essendo quest’ultimo la causa maggiore dei consumi.

Come funziona una casa passiva?

Una casa passiva richiede pochissima energia per il riscaldamento ed il raffreddamento.  Durante la stagione invernale, essa sfrutta il calore prodotto dagli elettrodomestici, dall’irraggiamento solare, dall’illuminazione interna e dalla presenza delle persone all’interno dell’ambiente.  Il calore così prodotto viene conservato all’interno per il più lungo tempo possibile grazie all’isolamento termico e all’inerzia termica dell’involucro esterno.  Durante il periodo estivo, invece, il comfort termico viene raggiunto soprattutto grazie all’isolamento e all’inerzia termica dell’involucro combinato con una adeguata schermatura delle parti vetrate.

I vantaggi

  • Questo genere di abitazioni garantisce aria pulita e salubre tramite adeguati sistemi di climatizzazione ad aria che devono offrire intorno a 0,3 ricambi d’aria all’ora. Per questo motivo, si deve fare attenzione anche agli arredi interni, in modo da evitare l'utilizzo di materiali particolarmente tossici oppure nocivi per la salute;
  • Sia le tramezzature interne che le tamponature esterne  hanno la stessa temperatura grazie alla capacità termica dell’involucro.  Ciò non crea squilibri nel comfort termico;
  • Omogeneità della temperatura in tutti gli ambienti, indipendentemente dall'affaccio esterno o dalla loro destinazione d’uso;
  • La temperatura interna varia solo di circa 0,5 gradi centigradi in caso di spegnimento dell’impianto oppure di azzeramento degli apporti gratuiti;
  • Le porte e/o le finestre aperte per breve tempo hanno una bassa incidenza sulla temperatura interna.  Una volta chiuse, la temperatura si ristabilisce sui valori “normali” in breve tempo.
 
 
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